Opere rubate: i rischi del web

 

di CARLO ALBERTO BUCCI -  Repubblica.it

ROMA - Patacche in forma di litografia o di dipinti a olio con la firma falsa di Giorgio De Chirico, Franco Angeli, Mario Schifano. Mobili antichi che di vero hanno solo, vagamente lo stile. Ma anche vere monete romane. E originali vasi classici frutto di scavi clandestini o di ruberie in abitazioni. C'è un bottino di falsi e di furti in Rete. "La fregatura è più facile online - spiega il colonnello Raffaele Mancino - perché gli acquirenti comprano senza vedere l'originale, si fidano incautamente della foto". E con il pacchetto a casa arriva anche il "pacco".
Sono ben 28000 i sequestri in Internet effettuati dal Nucleo tutela patrimonio artistico nel corso del 2009, soprattutto falsi di arte contemporanea ma anche pezzi originali di archeologia smerciati soprattutto attraverso Ebay e altri siti di compravendita. Nel corso del bilancio dell'anno passato, i carabinieri esperti d'arte - un Nucleo famoso e invidiato in tutto il mondo, tanto che ieri il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro ha rivelato che è in piedi il progetto di fare del lavoro del generale Nistri e dei suoi uomini una fiction tv - hanno puntato il dito tra l'altro sul costante aumento delle vendite illegali in Internet.
E nella rete tesa dall'Arma sono caduti anche siti blasonati come quello della casa d'aste Christiès di New York. Stava per essere battuto un affresco strappato e rubato a Pompei (di notevole qualità) e un cratere a colonnette. Base d'asta, 500mila euro circa. Ma i carabinieri hanno scoperto la provenienza illegale dei due pezzi e, dopo lunghe trattative, ieri hanno potuto mostrare, nella loro sede romana di pizza San Francesco a Ripa, i due pezzi recuperati, esposti insieme con 137 altri reperti archeologici, parte di circa 600 opere sequestrate a una coppia di restauratori e trafficanti elvetico-libanesi. Il rapporto annuale del Nucleo tutela segnala che nel 2009 sono state sequestrate opere artistiche contraffatte per un valore complessivo di circa 34 milioni di euro, il 3,6% in meno rispetto all'anno precedente. Il numero dei sequestri è calato drasticamente, passando dai 2.328 del 2008 ai 1.483 del 2009 (-36%). I militari, ha spiegato il generale Nistri, hanno perciò ridotto il numero delle operazioni concentrando l'attività su quelle di maggior importanza. Il risultato è stato che il valore medio delle opere sequestrate è stato molto più alto. Allo stesso tempo, è aumentato drasticamente il numero delle persone denunciate, che nel 2009 sono state 299, contro le 57 del 2008.

GENOVA ANTIQUA - 16^ Mostra mercato d'arte antica

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ANTIQUA - 16^ Mostra mercato d'arte antica
30 gennaio – 7 febbraio 2010

 

Un salotto dell’alto antiquariato con settanta selezionati antiquari in passerella con pezzi di grande pregio: arredi del Settecento italiano provenienti da Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e dal napoletano, dipinti della scuola fiamminga e del Sette-Ottocento italiano, di antiquariato nautico, tappeti caucasici, anatolici e persiani, vetri e ceramiche d’autore, argenti, gioielli e rarissimi orologi da collezione da tavolo e da polso. Per gli amanti della tradizione genovese non mancano i pezzi importanti sia tra gli arredi che nell'argenteria con i famosi "Torretta".
Per informazioni: http://www.symposiummostre.com/

Antiquariato e Dipinti Antichi. Genova 22 – 26 Febbraio 2010: Cambi Casa d’Aste

 

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Genova: Cambi Casa d’Aste

 

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Restauratore: una professione costretta a... sparire per legge

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Le nuove prescrizioni relative ai requisiti necessari per l’ottenimento della qualifica di restauratore, sono incongruenti e incoerenti. E’ la denuncia della CNA Artistico e Tradizionale di Cremona unitamente a molti operatori del settore che per effetto delle nuove norme verrebbero esclusi dalla possibilità di accesso al titolo, depauperando il settore di gran parte della forza lavoro oggi attiva e cancellando in un colpo solo un’intera generazione restauratori. Così che anche a Cremona spariranno i restauratori di liuteria, i restauratori lignei, i restauratori di opere mobili di pittura ed affresco ecc..

La professione di restauratore costituisce un patrimonio di sapere e di eccellenza inestimabile e garantisce all’Italia uno stabile primato mondiale nell’attività di restauro, conservazione e tutela del patrimonio storico-artistico, non solo nazionale, e rappresenta inoltre uno dei cardini della trasmissione della tradizione e del saper fare tipico degli antichi mestieri.

Con le modifiche al Codice dei beni culturali (art. 182) introdotte con il correttivo del 24 marzo 2006, si è compiuta un’operazione quantomeno discutibile almeno sotto due profili: si sono presi in considerazione i requisiti previsti per la partecipazione ai pubblici appalti, senza tener conto che tali requisiti non erano affatto necessari per tutti i restauratori in attività e il termine d’applicazione della disciplina transitoria si legava la qualificazione degli operatori già in attività a date precedenti l’emanazione dello stesso codice, poi, solo in parte, prorogate.

Così facendo di fatto si richiedeva a tutti gli operatori del settore già in attività di qualificarsi documentando, con modalità in parte impossibili perché introdotte dopo il 2000, titoli formativi e periodi d’attività precedenti, anche di molti anni, senza tenere in alcun modo in considerazione che sino alla data di entrata in vigore dei decreti non vi sarebbero state modalità di accesso all’attività “regolari”.

La CNA si è mobilitata in Italia, in Lombardia e insieme con le sedi di Milano e Bergamo ha attivato un servizio di ricorsi al TAR con i quali poter far valere le proprie ragioni, le proprie esperienze e qualifiche al fine di veder riconosciuti anni di esperienza e di lavoro altamente qualificato. L’obiettivo è quello di modificare l’articolo 182 del Codice dei beni culturali, consentendo la possibilità di valutare l’attività svolta alla data attuale e non limitarla al 24 ottobre 2001 (data di entrata in vigore del decreto 420/2001).

Fonte: CNA di Cremona

Antiquariato in Fiera a Cesena

Slitta al 21 e 22 novembre l'appuntamento con C'era una volta

CESENA - Solo per l’appuntamento novembrino, C’era una volta antiquariato scivola lungo il calendario sino al quarto weekend, per cui le date da segnare in agenda sono 21 e 22 novembre. La location della mostra mercato rimane, invece, inalterata Cesena Fiera, scelta soprattutto per gli adeguati spazi espositivi, facilmente raggiungibili da pubblico ed operatori, con parcheggi ampi e gratuiti.

La manifestazione, ormai consolidata in termini di operatori (oltre 200 espositori nazionali e non) e pubblico, è andato crescendo anno dopo anno grazie alle caratteristiche peculiari, che la vedono a metà fra una prestigiosa mostra antiquaria e un déballage.

La varietà di articoli fra antiquariato e brocantage si conferma, ad ogni edizione, di notevole interesse qualitativo e quantitativo: dipinti, argenterie, mobili antichi, arredi, attrezzi della civiltà contadina e da lavoro, maioliche, gioielli, libri, stampe, suppellettili, sculture, ceramiche, ed altro ancora, dal XVI secolo al Novecento.
‘Pezzi’ di valore, di alto antiquariato ma anche occasioni vintage, che renderanno felici i collezionisti e gli appassionati di cose antiche.

Ospite di C’era una volta, domenica 22 novembre dalle 10 alle 18, sarà la Mostra Mercato dell’Orologio, appuntamento imperdibile per gli amanti dell’orologeria di alto profilo; tutte le info e il ticket ridotto su

www.fiereantiquariato.it